I servizi di stampa online delle foto sono ormai diventati uno strumento essenziale per trasferire su carta i nostri ricordi catturati quotidianamente tramite fotocamere digitali o smartphones. Eppure la maggior parte delle foto che scattiamo non viene stampata, perdendosi così nei gigabyte di dati che archiviamo sui nostri dispositivi elettronici. E quando decidiamo di stampare una foto che ci è riuscita particolarmente bene, spesso il risultato ottenuto non risponde alle aspettative: colori sbiaditi, contrasto perso, viraggio errato delle tonalità, ecc.

Perché stampare le proprie foto.

esempio stampa fine art

Da qualche anno ho iniziato ad apprezzare le mie foto su carta stampata professionale, ma da sempre ho cercato di stampare il maggior numero di foto possibile, magari anche quelle riuscite meno bene, perché dopotutto sono pur sempre ricordi che è meglio materializzare per poter vivere appieno l’emozione di rievocarli. È inutile nasconderlo, quando si può fisicamente tenere in mano e guardare una propria foto, le sensazioni di quel momento immortalato tornano a galla e sembra di essere di nuovo lì a guardare dal vivo quella scena: basta prendere una foto scattata prima dell’avvento del digitale per rendersene conto. Ma perché all’epoca si stampava di più? In teoria, grazie al digitale, dovrebbe essere molto più agevole riuscire a stampare le proprie foto.

Le difficoltà di oggi nella stampa fotografica.

sviluppo negativoQuando le uniche opzioni per fotografare erano la scelta del rullino e una buona conoscenza delle tecniche fotografiche di base, la fotografia in sé aveva un significato molto più profondo perché prima del bombardamento visivo che subiamo oggi, l’immagine era un mezzo di comunicazione molto più legato all’espressività del fotografo e al suo messaggio: sia in ambito professionale (eventi, artisti, giornalismo) che privato (sperimentazione, curiosità o semplicemente archiviazione di momenti importanti vissuti). Ma soprattuto, il processo di stampa era un tutt’uno con il concetto stesso di fotografia. Il momento in cui, grazie al digitale, si è stati in grado di vedere la foto subito dopo averla scattata, ha prodotto una separazione sostanziale tra lo scatto e la stampa. Inoltre, nell’apoca dell’analogico, sviluppo e stampa erano affidate a professionisti che tramite procedimenti abbastanza standardizzati riuscivano a produrre risultati costantemente riproducibili e prevedibili, senza sorprese di cattiva riuscita della resa.

Adesso, invece, le infinite possibilità offerte dalle moderne fotocamere e soprattutto dagli smartphones, hanno messo in difficoltà l’utente che voglia stampare le proprie foto. Infatti, se da un lato non valuta la convenienza di avere fisicamente le foto che può guardare sui propri dispositivi, dall’altro rischia di doversi accontentare di risultati approssimativi per via delle scarse conoscenze in ambito di stampa digitale: dopotutto, quello che una volta era affidato a professionisti, ovvero lo sviluppo e la stampa, adesso ci si trova a doverli gestire personalmente nel tentativo di ottenere un prodotto stampato aderente alle aspettative che derivano dal vedere la foto su schermo.

La stampa moderna

Come già detto, sono un po’ di anni che provo diversi servizi online per la stampa digitale: inizialmente la cosa era molto frustrante, perché non conoscendo come funzionava la stampa digitale, i risultati ottenuti erano spesso delle foto completamente diverse da quello che vedevo sul mio computer. Infatti, il primo aspetto da considerare per stampare foto corrette è proprio lo schermo del computer su cui si sta sviluppando la foto.

Il monitor calibrato

spazio colore monitorIn modo molto semplicistico, si può dire che un monitor ha bisogno di essere calibrato come un pianoforte ha bisogno di essere accordato: la calibrazione permette allo schermo di visualizzare correttamente i colori, in modo che siano il più possibile fedeli alla realtà, e riprodurre un contrasto adeguato, per poter vedere l’effettiva luminosità di una foto. Ci sono metodi di calibrazione integrati nella maggior parte dei sistemi operativi attuali (👉 qui una guida), tuttavia il metodo migliore per calibrare un monitor è quello di servirsi di strumenti appositi che permettono di effettuare una calibrazione molto più accurata: io utilizzo il X-Rite i1 Display Pro.

Ovviamente è importante che il monitor stesso sia di buona qualità, in modo da non dover eseguire troppo spesso la calibrazione (sì, va effettuata periodicamente perché proprio come l’accordatura di un pianoforte, col passare del tempo viene persa): solitamente è sufficiente un monitor con tecnologia IPS LED che permette di avere una migliore resa di colori. Io preferisco monitor con superficie opaca, per non avere i fastidi della luce riflessa sui pannelli lucidi.

Il profilo colore

Dopo aver calibrato il monitor, lo sviluppo digitale della foto può avvenire con la certezza di vedere colori e contrasti effettivi. Ma la superficie di stampa è diversa dallo schermo del computer, per questo prima di produrre il file definitivo da mandare in stampa è necessario poter visualizzare in anteprima come sarà la stampa stessa.

Ormai sempre più servizi online mettono a disposizione i profili colore dei loro prodotti di stampa. Fondamentalmente, ogni accoppiata stampante/superficie di stampa ha una sua peculiare resa di colori e contrasto che dipende da molti fattori: tipo di inchiostro, assorbimento della superficie, tipo di superficie (lucida, opaca), ecc. Quindi è importante tener conto di tutti questi fattori nella visualizzazione della foto sul proprio monitor. Il concetto semplificato è che il profilo colore di una stampa applica tutti questi fattori al file visualizzato a schermo in modo da riprodurre con la massima fedeltà la resa finale.

Un esempio pratico: il fotoquadro

Ultimamente mi sto servendo di Saal Digital per la stampa delle mie foto, per un motivo molto semplice: forniscono i profili colore dei loro prodotti di stampa (oltre ad essere molto rapidi nella consegna). Una volta scaricati e installati sul proprio computer, è possibile visualizzare nel proprio programma di manipolazione di immagini la prova colore del supporto su cui si vuole stampare: questo significa che è possibile effettuare tutte le regolazioni di colore e contrasto potendo vedere effettivamente come sarà la resa finale della foto.

Dopo aver stampato diverse foto su carte fine-art, ho stampato un fotoquadro GalleryPrint con la seguente foto:

Fotoquadro skyline Roma

Le caratteristiche principali sono un forte contrasto e la resa piena dei toni rosso/arancione/giallo. Il fotoquadro GalleryPrint si presta perfettamente a questo tipo di fotografia (la polvere, purtroppo, è una controindicazione del pannello lucido):

Saal dettaglio galleryprint fotoquadro

Ecco come sarebbe stata stampata la foto se non avessi usato il profilo colore di questo prodotto di stampa (in dettaglio):

prova stampa saal digital

Il risultato sarebbe stato molto frustrante: contrasto perso, colori smorti, silhouette di San Pietro rovinata dai dettagli visibili nei neri. Lavorando in prova colore, invece, ho potuto modificare questi valori per poter ottenere la stampa desiderata!

Non scoraggiarsi

Insomma, la fotografia ha come ultimo scopo quello di essere stampata e se l’ostacolo principale al compimento del suo scopo è la cattiva resa delle stampe, con questi piccoli, ma fondamentali accorgimenti è possibile stampare foto corrette perfettamente aderenti alle proprie aspettative: perché una foto non stampata bene è un ricordo sbiadito che si perde nel tempo…